WORKSHOP CON YURI MARMERSTEIN

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Tutto è iniziato con un post di Yuri sul suo profilo social, dove, per un imprevisto, chiedeva se ci fosse qualcuno in tutta Europa interessato ad ospitare un suo workshop. Mi sono detto :”sarò uno tra quel mezzo milione di persone che gli scrive, sicuramente nemmeno vedrà il mio messaggio… Ma ci provo ugualmente.”
Il giorno dopo Yuri mi ricontatta, rimanendo vago e dicendo che aveva ricevuto tante altre richieste da diversi posti. Cerco subito di fargli capire che l’interesse quì era reale, non sapevo su quanto persone potevo contare, ma gli assicuro una minima presenza di 10 persone. Cosa che per un workshop organizzato con una settimana di anticipo, è già un traguardo.
La discussione va avanti ancora qualche giorno, fino a quando, arriva il messaggio della conferma definitiva. Arriva a Bologna il 29 Giugno. Il Workshop è fissato per il 1 Luglio 2017.

Creo l’evento ed è subito una pioggia di iscrizioni: raggiungiamo in 3 giorni i 10 iscritti previsti. Nei rimanenti saremmo arrivati a 13 totali. Un risultato su cui ho investito la mia immagine e al quale sono riuscito ad arrivare. Ci sono state iscrizioni da tutta Italia: dalla Valle D’Aosta alla Puglia. Non posso che esserne fiero.

Nel caldo pomeriggio del 29 Giugno, l’aereo di Yuri è ritardo di 2 ore. ”Welcome in Italy” fu la mia prima frase, accolta subito da una risata (non troppo contenta). La sera ceniamo in un ristorante (a tema Americano, per permettergli di passare al vero clima Italiano con calma…) e lo porto al suo alloggio a Gabicce Monte. Insomma, pensateci: un personaggio famoso in tutto il mondo, residente a Las Vegas, da 2 mesi in viaggio in Europa, dove visita le più importanti città, da Londra a Lisbona, Zurigo.. Berlino… Gabicce Monte… Spettacolo.

Ma ora veniamo al dunque, cosa abbiamo trattato e cosa abbiamo imparato al workshop, in pochi semplici passi?

HANDBALANCING

Yuri è partito dalle basi. Dal muro, dalla corretta impostazione del peso sulle mani, ovvero nel palmo e non sulle dita, dalle tecniche di correzione dell’equilibrio alla giusta attivazione del corpo in verticale, con drills da eseguire a terra e al muro. Ve ne propongo una:

Floor stick drill for handstand strength and aligment

Un esercizio molto efficace (che sicuramente avrete visto anche in altri miei lavori) per potenziare la muscolatura del trapezio e soprattutto insegnarli come muoversi correttamente. Inoltre, una forte attivazione di tutto il corpo, mantenendo il petto tirato indetro, l’addome contratto, i glutei strizzati e le gambe e punte dei piedi ben tese, aiutano a riproporre la stessa posizione anche in verticale. Quì sotto, l’immagine di come si esegue:

Penso che questo sia veramente un esercizio utilissimo per capire quello che è il prodotto finale di un corretto allineamento.

Dopo il lavoro di allineamento, siamo passati in ordine:

  • Lavoro al muro. Pancia/schiena a muro, drill per aumentare la propriocezione, primi approcci liberi utilizzando il muro come aiuto.
  • Lavoro libero su due mani: tecnica di calciata, assetto di spalle e mani per una corretta ed economica entrata in hs.
    • Lavoro sulle principali varianti di verticale: tuck, straddle, diamond, pike, sagittale. Abbiamo discusso di quanto sia importante saperle eseguire e concatenare tra loro.
    • Lavoro dinamico: camminate, spostamenti dinamici di peso, pirouette, piegamenti in verticale. Tutti lavori che secondo Yuri aiutano nella comprensione delle correzioni di allineamento, equilibrio e propriocezione.
  • One arm
    • Spostamenti di peso dinamici
    • Lavoro sulle flags e tecnica corretta
    • Lavoro su una mano con ”piano handstand”
    • Lavoro con l’utilizzo di handstand blocks

MOBILITY & MOVEMENT

 

Siamo passati poi ad esercizi utili ed efficaci per l’allungamento ed il rilascio miofasciale della parte superiore del corpo, in particolar modo polsi, pettorali, dorsali e deltoidi. E’ davvero impressionante la cultura e la conoscenza di Yuri in questo ambito: ha eseguito manovre di rilascio su alcuni partecipanti, che subito hanno notato la differenza. Ha utilizzato loop bands e lacrosse balls, le prime, per il rinforzo/allungamento delle spalle, mostrandoci delle vere e proprie routine da eseguire con l’utilizzo di queste bande. Ve ne lascio una proprio quì sotto, direttamente dal suo canale:

Consiglia l’implementazione di questo tipo di stimoli in diversi momenti: nel riscaldamento, nel defaticamento e nei giorni di riposo.

Abbiamo parlato delle diverse tecniche di allungamento, ma più di tutto Yuri ha fatto un discorso molto mentale: non è tanto la tecnica o l’esercizio a farci migliorare… ma è il cervello, la costanza e la determinazione che mettiamo in quello che facciamo. Yuri ha fatto l’esempio della spaccata: se riuscite a sollevare una gamba davanti a voi all’altezza del vostro bacino, tesa, anche appoggiandola sopra qualcosa, e lo stesso riuscite a fare con quella dietro (tenendone ovviamente una per terra) allora i vostri muscoli saprebbero già fare la spaccata. Cosa glielo impedisce? Il vostro cervello. È spaventato da quel range, ignoto, pericoloso. Possiamo cercare quel range attraverso gli esercizi, ed è la cosa che porta risultati, ma dobbiamo abbinare a tutto questo una forte determinazione e self-confidence, che ci porti ad essere tranquilli e sicuri di noi stessi, in quei range. Un discorso davvero motivante, sicuramente un ottimo spunto di riflessione e sul quale meditare.

Alla fine del workshop siamo passati a quello che è il lavoro di movement, molto basilare, con capriole, ruote, particolari tipi di andature a terra, e soprattutto tecniche con le quali atterrare. Purtroppo non ha potuto approfondire di più il discorso in quanto ci siamo focalizzati per quasi la totalità del tempo sugli argomenti prima esposti, arrivando lunghi con i tempi.

In ogni caso, è stata un’esperienza magnifica. Personalmente, stando a contatto con questo grandissimo personaggio per 7 giorni, ho notato come la sua sia una mentalità molto aperta: molto spesso ci focalizziamo sull’esercizio, sulla progressione mancata, sulla tecnica minuziosamente sbagliata. Pensate che Yuri nemmeno programma gli allenamenti molto spesso. Va in palestra e fa quello che si sente di fare. Ora, non dico che tutti dobbiamo essere così, in quanto sono un forte sostenitore della pianificazione razionale delle cose, ma sicuramente questo pizzico di casualità, di seguire il proprio io, la propria ispirazione, lasciare che sia il tempo, le emozioni a guidarci… Ci rende sicuramente la vita e la nostra esperienza con l’allenamento più serena e variegata. Questa è la grande lezione che mi porto a casa da Yuri, seguire di più me stesso, non pensare troppo, ma agire, lasciare che sia il movimento, il tempo, la determinazione a fare il lavoro. Seguire il flusso, lasciarmi trasportare ed a volte abbandonarmi ad esso.

Con questo è tutto, grazie a tutti i partecipanti. Grazie a chi ci ha ospitato. E come sempre, a voi, lettori.

Elia

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