workshop de oca

WORKSHOP DI VERTICALISMO – NICOLAS MONTES DE OCA

Pubblicato il Pubblicato in Allenamento, Esperienze, Verticalismo, handbalance

Ho speso 9 ore in due giorni sulle mie mani, ed ora vi racconterò brevemente, quello che è stato ed ho imparato al workshop di Nicolas Montes De Oca, il 14-15 Gennaio 2017.

Io e Nicolas

 

E’ stato un bel viaggio di 3 ore, in compagnia di amici, fino all’arrivo in palestra. Quando siamo arrivati, Nicolas si stava allenando per il suo spettacolo a Parigi. Per fortuna si stava riscaldando, con qualche serie da qualche minuto su una mano. La cosa che ho subito notato era un timer che teneva sempre con sè, sotto i suoi attrezzi e lo guardava con estrema attenzione. Dopo essermi vestito velocemente, Nicolas ci ha dato 30 minuti per eseguire un nostro riscaldamento a piacere, avvisandoci che le ore che avremmo trascorso in quei due giorni assieme a lui sarebbero state intense. Molto intense. Inizialmente ho pensato ”dicono tutti così” ma mano a mano che conoscevo il personaggio mi sono reso conto che non scherzava affatto.

A pochi minuti dall’inizio del workshop, Nicolas ci stupisce con uno dei suoi numeri più sensazionali, la verticale sopra un disco girevole, uno spettacolo mozzafiato.

 

Iniziamo il riscaldamento, numeri infiniti di circonduzioni, drills per il riscaldamento delle mani e delle scapole, dell’upper e del lower body. In 10 minuti eravamo già in temperatura alla grande. Alcuni esercizi che ci ha fatto utilizzare sono gli scapula pushup, pushup semplici, circonduzioni, extra/intrarotazione dei gomiti e sbialnciamenti sui polsi. Poi ha iniziato subito con le prime nozioni, ci ha diviso in due gruppi, ed ho avuto il piacere di essere in quello in cui intendeva insegnare la one arm handstand, assieme ad altri 5 ragazzi ed una ragazza, mia allieva (che soddisfazione!!). Due cose con cui Nicolas ci ha riempito sin da subito il cervello:

  • Elevazione delle scapole.
  • ”Chest in and flat shoulders”, ovvero petto indentro con spalle aperte.

Non ha speso ore a spiegarci minuziosi particolari, ha semplicemente detto, immaginate che un ferro rovente vi stia toccando il petto e tiratelo indentro. Spingete le spalle contro le orecchie altrimenti sono guai. Due cose, chiare, semplici, dirette. Una volta in posizione, con le mani a terra, i piedi a qualche centimetro dalle mani 30-50 cm, si calcia con le gambe, assieme, si arriva in posizione raccolta, si tengono le spalle aperte, ed il petto sarà spinto dentro dalla pressione delle gambe sul busto. Tenere l’allineamento e stendere le gambe senza perderlo.
Successivamente ci ha spiegato 5 delle drill che sono fondamentali nello sviluppo della verticale a due mani ed in futuro di quella monoarto, al che mi è sorta la domanda, ma dove le avrà imparate?

Nicolas ha studiato, a differenza di molti verticalisti Europei, all’est. La sua prima scuola è stata quella Ucraina, per poi trasferirsi in Cina dove ha studiato per 4 anni. E lasciatemelo dire, si vedeva. I suoi modi erano semplici, diretti ed estremi. Non voleva scuse o cose del genere, ci ha subito detto che non è un cammino da eseguire con le mani in tasca. È necessario sacrificio e ”mental focus”. Ci ha raccontato le sue esperienze, quanti ragazzi ha visto mollare, storie straordinarie di artisti circensi che tengono verticali per 20-30 minuti (il suo record è di 25 minuti di verticale). Insomma, tra storie fenomenali e tanto allenamento, siamo arrivati a fine del primo giorno e siamo stati introdotti alle prime fasi della verticale monobraccio, facendo qualche tenuta al muro e qualche libera.

Ritorno in Hotel, doccia di 40 minuti, ci vestiamo, ed andiamo a cena con Nicolas e tutto il gruppo. Serata piena di risate dove abbiamo conosciuto anche il suo lato più ”umano”. Torniamo in hotel, scrivo gli appunti di quel giorno, spengo la luce e non mi ricordo nemmeno di essermi addormentato. Cado in un sonno estremamente profondo.

È l’alba, suona la sveglia, colazione a base di pane e ignoranza e si torna in palestra. Nicolas, come il giorno prima, si stava allenando. Riassisto all’allenamento, solito timer in mano, combinazioni spettacolari, di nuovo il numero sul cerchio rotante e riprendiamo ad allenarci. Solito riscaldamento, seguito da una spiegazione molto importante su quello che è il suo metodo di allenamento delle verticali e dell’equilibrio, basato su quello che ha appreso in Cina ed in Ucraina. Durante un allenamento, non possiamo avere distrazioni: c’è chi nei recuperi guarda il cellulare, chi si fa video e poi pubblica le sue foto, chi parla con l’amico o la morosa, chi beve. Niente di tutto ciò, ci si concentra, riempie di energia e ci si cala in una nuova serie. Non molti segreti, ma 100% dedizione e concentrazione.

Ripartiamo con le sequenze e le 5 drill di verticale, questa volta eseguendole da soli e senza l’aiuto di un compagno, al contrario del giorno prima. Ci concentriamo nei recuperi e ripetiamo, ripetiamo, ripetiamo. Eseguiamo il lavoro del giorno precedente nella metà del tempo. Quindi più spazio per verticale monobraccio. Nicolas ci spiega a questo punto quanto sia importante la costruzione di basi molto solide, sia su un braccio che a due. Il suo standard per passare alla verticale monobraccio è una tenuta su due braccia di 5 minuti e 10 presse a gambe unite. Ci racconta di come per un anno intero lui abbia fatto solo un esercizio, arrivando a tenere la verticale su un braccio per 4 minuti, come nel suo celebre video.
La stanchezza dei muscoli trapezi inizia a farsi sentire, io ed il mio gruppo iniziamo a perdere le staffe. Il workshop si conclude con tonnellate di esercizi per il core. Scattiamo qualche foto assieme ai miei amici (alcune degne di censura) e la giornata si conclude. Salutiamo calorosamente Nicolas, lo ringraziamo, gli auguriamo il meglio e di rivederci presto.

Ripariamo per casa, con il cervello pieno di nuove informazioni ed il corpo pieno di emozioni e felicità per aver passato, 2 giorni meravigliosi.

 

A cena tutti assieme!
Caprate di fine Workshop!
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